Anche chi non è proprio esperto di criminologia, conosce il detto “tre indizi fanno una prova“. E allora, sebbene nel finale di stagione, possiamo dire che con Marino alla guida è tornato l’effetto Arechi. Dopo Sudtirol e Cosenza, arriva la terza vittoria di fila tra le mura amiche per la Salernitana. Vittima il Mantova, battuto meritatamente 2-0.
Si è trattato della “solita” Bersagliera di questa ultima fase di stagione: ossia una squadra che domina territorialmente ma che fa tremendamente fatica a costruire azioni da gol e per andare a bersaglio o deve affidarsi alle giocate dei singoli, come quella di Amatucci che ha interrotto il digiuno realizzativo nei primi tempi, o deve aspettare il contropiede all’ultimo come quello concretizzato da un redivivo Simy.
Di contraltare, vi è una fase difensiva assolutamente oliata che ha concesso praticamente nulla o quasi nulla al Mantova e che ha avuto la lucidità di correggere prontamente le eventuali sbavature. Come, ad esempio, quella di Ruggeri su Mensah nel primo tempo sullo 0-0 che vale un gol.
Ora, gli ultimi 180 minuti. Una preghiera: concentriamoci solamente sulla squadra e lasciamo perdere tabelle, calcolatrici e congetture. Perché se la Salernitana dovesse fare almeno 4 punti, all’80% sarà salva direttamente senza passare dai playout. Quindi, ha il destino nelle proprie mani.
Marassi venerdì sera sarà un catino, ovvio. Ma la palla peserà molto di più per i calciatori blucerchiati. E la Salernitana dovrà cinicamente approfittarne.