Tra i vari calciatori che la Salernitana sta trattando in questa intensa fase di calciomercato ve ne è uno che sta facendo parecchio discutere. E non per il suo ruolo né per le sue caratteristiche tecniche.
Si tratta di Micheal Liguori. Attaccante 26enne, Liguori si è svincolato dal Padova dopo essere stato uno dei protagonisti con 7 reti e 10 assist in 33 presenze. Ma con una pesantissima spada di Damocle sul suo capo: la condanna in primo grado emessa lo scorso ottobre nei suoi confronti dal Tribunale di Teramo a 3 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza quattordicenne (episodio avvenuto nel 2018).
A causa di questo episodio, il Direttivo Salerno si è esposto in maniera eloquente contro il suo arrivo con uno striscione apparso sabato scorso allo stadio Arechi. Ma vi è anche una parte della tifoseria che non avrebbe perplessità nell’accogliere in rosa Liguori.
Il nostro pensiero? Si basa su tre accezioni linguistiche. La prima è lo “stato di diritto“. Ogni cittadino italiano è innocente fino al terzo grado di giudizio e, nel caso di Liguori, siamo al primo. Quindi il calciatore avrebbe tutto il diritto di continuare la sua attività lavorativa.
Ma la seconda accezione si chiama “opportunità“. Obiettivamente, è difficile per Liguori continuare a giocare come nulla fosse successo. A Salerno come da qualunque altra parte. Fossimo nei suoi panni ci auto-sospenderemmo fino a quando non verrà stabilito un verdetto definitivo sulla vicenda in questione.
Ultimo, ma non ultimo, il “masochismo”. La sciatteria della società è oramai tristemente nota (d’altra parte, due retrocessioni di fila lo testimoniano) e non vorremmo che abbia già coinvolto il neo ds Faggiano. Perché, tra tanti validissimi calciatori e con una Salernitana che mediaticamente è nell’occhio del ciclone per vari argomenti, trattare proprio Liguori non ci pare una scelta felicissima. Speriamo sia stata solo un’eccezione.