Il calcio è uno sport tanto semplice quanto – alle volte – ingiusto. Perché spesso e volentieri il risultato non rispecchia del tutto quanto visto in campo. E allora si verificano due condizioni: se il risultato non ti sorride ci rimani veramente male, se ti sorride invece accendi un cero per grazia ricevuta e speri che l’andamento del gioco possa migliorare. Ebbene, i tifosi della Salernitana appartengono, in questo momento storico, alla seconda categoria.
La truppa di Raffaele – se vogliamo essere onesti – avrebbe dovuto raccogliere 6-7 punti in queste prime quattro sfide di Serie C girone C 2025/2026. Ne ha raccolti 12 ed è in testa alla classifica e di questo ne siamo tutti contenti.
Contenti ma consapevoli che c’è tanto lavoro da fare e che – se si continuerà a concedere agli avversari 2-3 occasioni a partita (e anche ieri contro un’ottima Atalanta U23 Donnarumma è stato versione Gigio) prima o poi si rischierà di raccogliere poco.
Attenzione, non è la solita stucchevole polemica tra “risultatisti” e “giochisti” ma un corretto (a nostro modo di vedere, ci mancherebbe altro) modo di analizzare la situazione.
E paradossalmente siamo più preoccupati per le gare in casa rispetto a quelle in trasferta. Perché all’Arechi tutti – ce ne stiamo accorgendo – verranno a fare la partita della vita e l’organizzazione di gioco deve fare la differenza in tal senso.
Fuori casa conteranno soprattutto agonismo e intensità e la Salernitana ha dimostrato di possedere queste caratteristiche. Che, aggiunte alla qualità tecnica, possono essere foriere di tanti punti conquistati in campi non amici. A Giugliano per il primo test.