Quando viene utilizzato per usi che esulano dal suo reale significato, il vocabolo “fotocopia” viene quasi sempre interpretato come qualcosa di negativo se non addirittura di dispregiativo. “Se devo stare con la fotocopia preferisco l’originale”, “mettici qualcosa di tuo, mi pari una fotocopia”, “vuoi provare a essere come tizio, ma ne sei una pallida fotocopia“. Frasi che sono solo alcuni esempi dell’impiego negativo del termine.
Ebbene, da qualche settimana a questa parte a Salerno la parola “fotocopia” si sta prendendo la sua bella rivincita. Perché la Salernitana di inizio stagione sta esibendo tante partite “fotocopia” sia nell’andamento che – per fortuna – nel risultato. Come a Cosenza e come in casa con il Sorrento, anche ieri a Giugliano, nel giorno del Santo Patrono Matteo, si è assistito al solito copione.
Schiaffo iniziale preso, squadra di Raffaele che inizia a carburare piano piano e a schiacciare l’avversario, trovando grazie alle qualità della sua rosa prima il pareggio e poi la rete della vittoria. E che nel contempo concede le sue immancabili 2-3 occasioni da rete agli avversari (chiedere lumi a Isaac Prado ieri) che vengono respinte da un Donnarumma che sta vivendo la fase più brillante della sua carriera.
Certo, pur essendo “fotocopie” qualche piccolo ma fondamentale elemento di originalità compare. Inglese gira (e ci sta, ci mancherebbe altro) a vuoto per una partita? Ferraris sale in cattedra trovando nuovamente la via della rete e provocando il raddoppio del suo quasi omonimo Ferrari. Capomaggio e De Boer hanno iniziato le prove tecniche di convivenza di reparto a centrocampo (e sarà un processo lungo). Frascatore ha giocato molto bene da braccetto e Anastasio da esterno.
Insomma, le partite della Salernitana hanno avuto fino ad adesso un andamento “fotocopia” ma la Bersagliera – ci scommettiamo – non è ancora al 100% fisicamente e tecnicamente. E quando lo sarà, saranno problemi per tutti. Sperando – ovviamente – di mantenere un unico elemento “fotocopia”: il risultato al 90′ più recupero.