Una squadra che punta a vincere il campionato e che ha due rivali che presumibilmente le contenderanno il primato fino alla fine non può accogliere con il sorriso a 32 denti un pareggio in casa di una compagine di centro classifica. A maggior ragione se ha sciupato ottime occasioni per segnare.
Il riassunto di Latina-Salernitana 0-0 sta tutto qui. La squadra di Raffaele ha disputato una partita dai due volti. Primo tempo assolutamente impalpabile dove lo schieramento di quasi tutte le bocche da fuoco offensive con Achik esterno e Ferraris e Liguori ai lati di Inglese non ha pagato in termini di gioco e di pericolosità.
Questo per due motivi: Inglese e Liguori che non hanno vissuto la loro migliore giornata e soprattutto la doppia pesantissima assenza di Capomaggio e di De Boer, delle quali parleremo tra poco.
Nella ripresa, decisamente meglio. Dentro una punta che ha dato profondità come Ferrari e dentro (oseremmo dire, finalmente) un prodotto del settore giovanile granata come Di Vico in mediana al posto di un Varone che ha nuovamente sprecato una possibilità importante.
Riportate idee e geometrie in mezzo al campo e guadagnato spazi in avanti, la Salernitana ha potuto sfruttare il suo vantaggio tecnico avendo l’unico – ma certamente non piccolo – demerito di sprecare tre nitide occasioni da rete, due con Ferrari e una con Ferraris.
E quando ti mangi dei gol (soprattutto il primo depauperato dall’ex Vicenza) e getti alle ortiche una vittoria, no, non puoi essere soddisfatto. Certo, vi è la “consolazione” che Catania e Benevento non ne abbiano approfittato avendo impattato a loro volta con tutte e due le squadre raggiunte rispettivamente da Casertana e Sorrento in pieno recupero (segnale positivo?) ma questa consolazione diventa subito rammarico se si pensa a un’eventuale graduatoria con due punti in più.
Non si può però non sottolineare come questa sia stata la prima partita senza Capomaggio e senza la sua alternativa naturale De Boer (presente a Casarano in occasione della prima assenza per squalifica dell’ex Audace Cerignola) e il primo tempo del “Francioni” ha confermato come sia forte la tendenza di questa Salernitana a essere dipendente dal suo numero 5.
Raffaele è chiamato a trovare in fretta un’alternativa però. Perché tra piccoli problemi fisici e tendenze a farsi squalificare, difficilmente Capomaggio potrà giocare tutte le 26 partite rimanenti. E in un torneo che si deciderà per pochissimi punti questo fattore potrebbe rappresentare un bel problema.