In primis, una doverosa premessa: domenica 23 e lunedì 24 novembre le cittadine e i cittadini maggiorenni della Regione Campania saranno chiamati alle urne per l’elezione del Presidente della Giunta Regionale e il rinnovo del Consiglio Regionale. A tal proposito, ForzaSalernitana.it è e sarà sempre una testata indipendente dalla politica e augura una buona campagna elettorale a tutti i candidati.
Detto questo, non possiamo esimerci dal sottolineare quando un candidato esprime una solenne castroneria riguardante la Salernitana. Quello che è successo ad Avellino ieri. Autore della castroneria: il candidato alla Presidenza della Regione della coalizione di centro-destra Edmondo Cirielli.
Quest’ultimo, dopo una manifestazione della sua campagna elettorale tenutasi nel capoluogo irpino e alla quale è intervenuto anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, ha affermato testualmente: “quando la Salernitana non esisteva molti salernitani tifavano per i lupi dell’Irpinia“.
Parole assolutamente trasudanti di ignoranza calcistica e di scarsa conoscenza della storia della Bersagliera. Volendo fare un'”analisi del testo”, probabilmente Cirielli si riferiva al periodo (1979-1988) nel quale l’Avellino era in Serie A e la Salernitana in Serie C.
Ebbene, caro candidato, se si riferisce a quel momento storico le possiamo assicurare che a Salerno l’unico pensiero era (come lo è tuttora) solo e solamente la Salernitana. Dell’Avellino in Serie A, sinceramente, nessuno se ne importava. Basti pensare che per – purtroppo – quasi sempre sofferenti (dal punto di vista sportivo) tornei di terza divisione, gli spalti del “Vestuti” erano sempre gremiti in ogni ordine di posto. Con la cornice dei fortunati che potevano assistere alle partite dai balconi dei palazzi circostanti.
E nessuno, le possiamo garantire, pensava (e penserà) mai all’Avellino o a qualunque altra squadra. “A Salerno solo la Salernitana“, le assicuriamo, non è una semplice frase fatta (poi ci possono essere affiancamenti, lo ammettiamo, ma mai sovrapposizioni, precisiamo). No! Si tratta di uno stile di vita.