Come a Cosenza, come a Giugliano in Campania, come a Monopoli. La vittoria ottenuta per 2-1 dalla Salernitana in quel di Altamura, la quarta stagionale fuori dalle mura amiche, non è dissimile dalle tre precedenti. Squadra che ha sofferto, che è passata in svantaggio ma che ha poi sfruttato il mix di superiorità tecnica e di fortuna (che non può e non deve mancare mai) per portare a casa l’intera posta in palio.
La compagine di Raffaele ha nuovamente non convinto dal punto di vista del gioco ritrovandosi invischiata per l’ennesima volta in una partita “sporca” contro un avversario organizzato e ben messo in campo e per l’ennesima volta l’ha sfangata con le iniziative personali. Come quella di Tascone che ha portato al primo rigore e come quella di Ferrari, la cui generosità ha condotto al secondo rigore in pieno recupero.
Sicuramente tra le doti positive vi è la tenacia di un gruppo che non molla mai e che è ben incanalato verso l’obiettivo. Con “generali” pronti ad assumersi le responsabilità redarguendo all’occorrenza i “soldati semplici” (vedi episodio del secondo rigore con Golemic che spiega ad Achik perché tocca a lui calciare).
Però non si può nascondere la polvere sotto il tappeto, né quella bagnata degli attaccanti da troppo tempo a secco né quella dei troppi cambi tattici e di uomini di Raffaele che è ancora lontano dal trovare una quadra tattica e di uomini (anche ieri l’ennesima novità di Liguori esterno di centrocampo).
Ergo, da qui a gennaio bisognerà mettersi il cuore in pace e sapere che la Salernitana sarà questa. Sarà una lunga apnea di cinque partite, compresa quella in casa del Benevento. Poi toccherà al mercato (e a Faggiano) mettere mano alla rosa. Urgenze come il braccetto sinistro, l’esterno destro, un altro centrocampista e – probabilmente – un’altra punta non saranno procrastinabili se si vorrà davvero competere fino in fondo per la promozione diretta.