Il racconto del 2025 della Salernitana: oggi ci concentriamo sui mesi di aprile, maggio e giugno.
APRILE – Il mese si apre il 5 aprile a Castellammare di Stabia nel derby del “Menti“. Vespe decisamente più intraprendenti e alla fine Fortini trova il gol vittoria per i padroni di casa. Il post partita ha del patetico. Il ds Valentini conferma Breda ma neanche 24 ore dopo guida l’autovettura che porta al “Mary Rosy” il quarto allenatore stagionale per la Salernitana: Pasquale Marino. L’esordio dell’ex tecnico del Catania avviene il 12 aprile in casa contro il Sudtirol di Castori. Gara da vincere a tutti i costi e il successo avviene. Le reti di Ghiglione e Ferrari fanno sì che il gol dell’altoatesino Pietrangeli sia irrilevante ai fini del punteggio che vede la Salernitana imporsi 2-1. Il 21 aprile, a Pasquetta, la Salernitana sarebbe di scena a Cittadella. Ma in mattinata il mondo è sconvolto dalla notizia della morte di Sua Santità Papa Francesco. La Lega B decide per il rinvio delle partite nonostante squadra (e molti tifosi) siano già in Veneto. E, altresì, decide di posticipare l’intera giornata a fine campionato (scelta che alla fine risulterà penalizzante per i granata). Si torna così in campo il 25 aprile sempre all’Arechi contro il Cosenza. Ennesimo scontro da vincere a tutti i costi e la Salernitana rispetta il pronostico. I silani vengono battuti 3-1 con i gol di Corazza, Ferrari e Tongya con Zilli che accorcia nel finale con i calabresi. La Salernitana conclude così il mese di aprile a 36 punti al 14/o posto assieme a SudTirol e Sampdoria, nella zona mista tra playout e salvezza diretta.
MAGGIO – L’1 maggio la Salernitana è di scena a La Spezia in una trasferta sulla carta proibitiva. Purtroppo per i granata la teoria si trasforma presto in pratica visto che i liguri si impongono senza difficoltà per 2-0 grazie ai gol di Kouda e Vignali. Tre giorni dopo all’Arechi è di scena il Mantova. Come accade da un paio di mesi a questa parte, per la Salernitana vi è solo la vittoria come unico risultato a disposizione. E la vittoria arriva dato che i lombardi sono sconfitti 2-0 con i gol di Amatucci e Simy. Mancano ora due giornate alla fine del campionato. Il 9 maggio la Salernitana è di scena a Marassi contro la Sampdoria in quello che è un vero e proprio spareggio salvezza. Uno spareggio che la squadra di Marino canna completamente. La Sampdoria si impone 1-0 grazie al gol di Meulensteen e non corre particolari rischi. Una sconfitta che porta la Salernitana al terzultimo posto della classifica a 90 minuti dal termine del campionato. Per evitare la C diretta, dunque, la Salernitana è costretta a vincere a Cittadella e deve sperare che almeno una tra Brescia, Sampdoria e Frosinone non faccia lo stesso. La serata del 13 maggio è da cuori forti. La compagine di Marino questa volta non stecca. La gara si mette subito bene visto il gol di Hrustic su punizione e nella ripresa Simy chiude i giochi. Dagli altri campi, il Brescia batte la Reggiana e il Frosinone vince senza difficolta a Reggio Emilia con il Sassuolo. Resta solo la Sampdoria. E i blucerchiati non vanno oltre lo 0-0 a Castellammare di Stabia precipitando così in Serie C, mentre il Brescia si salva direttamente e la Salernitana è condannata al playout con il Frosinone. L’andata è programmata il 19 maggio all’Arechi, ma il 18 maggio scoppia la grana Brescia. La società lombarda avrebbe pagato a febbraio l’IRPEF con crediti d’imposta fittizi. Il patron Cellino sostiene di essere stato truffato ma la Lega B decide unilateralmente di sospendere il playout. La giustizia sportiva è velocissima e il 29 maggio il Brescia viene penalizzato in primo grado di 4 punti, retrocedendo al terzultimo posto della classifica. Il Frosinone si salva direttamente e il nuovo playout diventa Sampdoria-Salernitana.
GIUGNO – Salerno e la Salernitana si ribellano a quella che ha tutta l’aria di essere una manovra per riprendere per i capelli i blucerchiati. La società prova a tutelarsi in ogni sede sportiva e giudiziaria ma ogni sua richiesta di annullamento del nuovo playout viene sempre rispedita al mittente. Una parte della tifoseria organizzata decide di non seguire il playout con la Sampdoria. Purtroppo i granata perdono un alleato dato che Cellino sceglie di non ottemperare all’iscrizione del Brescia facendo sparire le Rondinelle dai radar calcistici italiani. La squadra di Marino prova a concentrarsi solo sul campo ma la sensazione di essere vittime sacrificali è sempre più forte. I playout alla fine vengono calendarizzati: il 15 giugno andata a Marassi, il 20 giugno ritorno all’Arechi. La partita di Genova, purtroppo, è una replica della recente partita di campionato. Gioca solo la Sampdoria che si impone per 2-0 grazie ai gol del solito Meulensteen e Curto. Ma non è solo questa la cattiva notizia. Parte dello staff tecnico e della rosa, infatti, è vittima al rientro di un’intossicazione alimentare per aver mangiato nel post partita cibo conservato male. La Lega accorda, per questo motivo, il rinvio del ritorno dal 20 al 22 giugno. All’Arechi arbitra Doveri che nega un rigore su Soriano e poi sorvola su un tocco di mani di Meulensteen in occasione del gol doriano dell’ex Coda. E quando Sibilli nella ripresa trova il 2-0 alcuni sostenitori granata pongono fine alla partita in un modo da condannare, lanciando alcuni seggiolini in campo. 3-0 a tavolino e la Salernitana retrocede, dopo 10 anni, in Serie C. La società dà subito il benservito a Marino e a Valentini ma mostra subito segni di non volersi disimpegnare ufficializzando il 30 giugno l’ingaggio di Daniele Faggiano come direttore sportivo.