Immagine: U.S Salernitana 1919
Dopo aver assistito all’ennesimo sconcertante secondo tempo della Salernitana 2025/2026 che ieri ha ceduto il passo a un Potenza che ha vinto nettamente per 5-2 pur giocando a filo di gas in quanto mercoledì ha la finale di ritorno di Coppa Italia di Serie C a Latina, le ipotesi in ballo sono due.
La prima, quella fatta con il cuore di tifosi della Bersagliera, è la seguente: al “Mary Rosy” stanno facendo tanti carichi di lavoro per arrivare pronti e in forma ai playoff a costo di sacrificare le ultime giornate di campionato e la terza posizione in classifica. Meglio giocare pure due partite in più ma con una squadra in perfette condizioni fisiche.
Questa l’ipotesi di cuore, dunque. Ma vi è anche un’ipotesi razionale. E decisamente più negativa. Ipotesi che parte da un assunto: i calciatori sono dipendenti atipici. Sono infatti alle dipendenze di un datore di lavoro ma contemporaneamente sono anche imprenditori di loro stessi. E che prosegue con una verità figlia dell’esperienza di chi ha visto calcio da diversi anni: i calciatori sono molto ma molto umorali.
Nel post partita del “Viviani“, Cosmi ha parlato di squadra presuntuosa e di calciatori che non stanno cogliendo opportunità. Noi ci permettiamo di aggiungere un altro argomento di discussione.
Come tutti sappiamo, in settimana ci dovrebbe essere il closing che concretizzerà il passaggio di proprietà della Salernitana da Iervolino a Rufini. In un periodo decisamente atipico a stagione pienamente in corso.
Ebbene, difficile non credere che nelle menti dei calciatori granata non si sia instillato il tarlo mentale: “ma se è il capitano ad abbandonare la nave in piena navigazione, perché dovrebbero pensarci i marinai?“.
Troppo maliziosi, state pensando? Certo, a pensar male si fa peccato. Ma spesso ci si azzecca. E con la Salernitana di Iervolino è capitato tante volte di azzeccarci.