Se – come dicono i criminologi – tre indizi fanno una prova, la terza vittoria consecutiva della Salernitana ottenuta nel deserto obbligato dello “Zaccheria” che ha regalato il primo turno Nazionale dei playoff ai granata e la prima storica retrocessione in Serie D sul campo ai satanelli certifica che la compagine di Cosmi è finalmente tornata competitiva.
Sembra passato un secolo e non solo tre settimane da quando il Benevento si impose all’Arechi conquistando la promozione in Serie B e per i granata i playoff di girone parevano essere una certezza. Invece, sono arrivate tre vittorie di cuore, di gruppo e di tecnica e sono arrivati risultati favorevoli dagli altri campi (Picerno-Cosenza e Latina-Casertana sono state le partite dalle quali sono giunti i maggiori regali) che hanno riportato la Salernitana sul terzo gradino del podio. Con un forte rammarico, visto il Catania degli ultimi tempi, per il secondo posto.
Delle tre vittorie, le ultime due sono state molto simili dal punto di vista dell’andamento. Superiorità tecnica evidente nei confronti dell’avversario, qualche minuto di distrazione che ha riaperto l’incontro e poi il cinismo nel riportare le cose a posto nel momento migliore dei propri competitori.
Un andamento che evidenzia un atteggiamento di cuore e di voglia di fare bottino pieno ma anche un rischio che bisogna evitare a tutti i costi. Perché puoi rimediare alle distrazioni se – con tutto il rispetto – i tuoi avversari si chiamano Picerno e Foggia ma rischi di pagare dazio se i tuoi avversari si chiamano Union Brescia o Ascoli.
Cosmi ha due settimane ora per lavorare duro su questo aspetto. Due settimane per lavorare. Perché un altro difetto di queste ultime sciagurate stagioni è stato quello del “liberi tutti” quando c’è stata una sosta di campionato. Ecco, un difetto che non possiamo assolutamente più permetterci.