Il mancato secondo appuntamento dal notaio Occorsio a Roma (che sarebbe dovuto avvenire oggi alle 16) per stipulare l’atto definitivo di quella che sarebbe stata la cessione della Salernitana da Danilo Iervolino a Cristiano Rufini ha un unico e inequivocabile vincitore: Umberto Pagano.
Ufficialmente parlando, due sono stati gli ostacoli che avrebbero fatto saltare l’incontro: la querelle sul 25% di capitale che Rufini avrebbe versato nelle proprie casse societarie per poi trasferirlo alla Salernitana una volta ricevuto il via libera dalla Commissione Operazioni Societarie della FIGC mentre Iervolino voleva che tale trasferimento fosse fatto subito e la richiesta da parte della parte acquirente di inserire subito un proprio uomo di fiducia (l’advisor Massimo Sarandrea) nel CdA della Salernitana, richiesta rigettata dalla maggioranza degli attuali componenti.
E in primis rigettata da Umberto Pagano. Inutile girarci attorno, l’AD della Salernitana è il vero vincitore di questa situazione. Entrato in punta di piedi nel mondo del calcio lo scorso luglio, Pagano si è mano a mano appassionato al suo nuovo ruolo. Il suo profilo Instagram (sbagliando perché esisterebbe un sito ufficiale) è diventato lo spazio delle note ufficiali della società mentre, soprattutto in questi ultimi tempi, è stata l’unica figura societaria presente accanto alla squadra in casa e, soprattutto, in trasferta.
Un ruolo che – stando a quanto asseriscono i maggiormente informati – sta piacendo sempre di più a Pagano e che il dirigente non ha alcuna voglia di mollare. Ecco spiegato quindi il lungo lavoro ai fianchi a patron Iervolino per convincerlo a rinviare (se non ad annullare) la cessione. Lavoro che, a quanto pare, sembrerebbe aver dato i suoi frutti. Poi, da qui al 20 aprile (data ultima per concretizzare il preliminare) può accadere tutto e il contrario di tutto. Ma fino ad adesso chi ha ragione è Pagano.